La collana Homo Sapiens

Tra le attività della Fondazione Achille e Giulia Boroli grande rilevanza ha l’iniziativa editoriale Homo Sapiens, collana di saggistica voluta dal fondatore, dott. Achille Boroli, per supportare, nelle scuole e nelle famiglie, la conoscenza e l’approfondimento dei grandi temi dell’attualità al fine di favorire la comprensione del mondo sempre più complesso e problematico in cui viviamo.

Dal 2004 ogni anno la Fondazione ha pubblicato 3 volumi, affidati ad autori di grande reputazione e profilo culturale. Ogni anno, la partnership con l’Osservatorio Permanente Giovani-Editori "cercata e voluta soprattutto come alleanza di pensiero e di intenti nel promuovere la crescita personale e la libertà di pensiero dei giovani", ha permesso la distribuzione gratuita di 40.000 copie per ogni prima edizione di ciascun titolo in 4.000 classi delle scuole secondarie di secondo grado, per un totale di quasi un milione di libri distribuiti, tra prime edizioni e ristampe.

Alcuni dei più significativi e dibattuti problemi politici, scientifici ed etici sono stati proposti con rigore e chiarezza espositiva e si sono rivelati un valido strumento analitico per migliaia di studenti. La Fondazione ha in tal modo realizzato l’obiettivo di fornire, specialmente ai giovani lettori, giunti agli ultimi anni delle scuole superiori e ai primi anni di università, letture che possono contribuire a sviluppare la capacità critica e l’autonomia di giudizio in tema di storia, economia, società, religione, scienza, etica, integrando i testi scolastici.

Tutti i libri della collana sono distribuiti gratuitamente in alcune università e possono essere richiesti alla Fondazione, fino a esaurimento copie. Possono anche essere consultati e scaricati dal sito.

Il Comitato editoriale
La scelta degli argomenti e degli autori, la definizione dei contenuti e le modalità espositive sono stati definiti da un Comitato editoriale a cui hanno partecipato personalità di riconosciuta esperienza nel campo dell’editoria, dell’insegnamento, della comunicazione e della cultura:

prof. Antonio Ballarin Denti, direttore del Dipartimento di Matematica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia;
dott. Gian Galeazzo Biazzi Vergani, presidente della Società Europea di Edizioni;
prof. Alessandro Corneli, docente di Storia delle Relazioni Internazionali e Geopolitica alla Scuola di Giornalismo della Luiss-Guido Carli di Roma;
prof. Cesare Scurati, ordinario di Didattica Generale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano;
dott. Giuliano Vigini, editore e saggista.

La scienza al di là del bene e del male

Le nuove sfide della ricerca e la questione morale
di Angelo Genovesi – 2004, 148 pagine.

Le legittime preoccupazioni sollevate dalle diverse problematiche ambientali, a partire dal possibile e devastante incremento della temperatura del pianeta, così come l’apertura di inquietanti orizzonti da parte delle tecniche messe a punto dall’ingegneria genetica, dagli organismi geneticamente modificati (OGM) alla clonazione umana, pongono l’umanità di fronte a scelte difficili e, per certi aspetti, drammatiche. Il volume ridefinisce il tema dei rapporti tra l’energia e l’ambiente e quello tra genetica e informazione, aspetto quest’ultimo che tanta importanza ha acquisito e acquisirà per la società. Esprime inoltre la convinzione che le sfide alle quali siamo chiamati a dare una soddisfacente risposta non si superano con il demagogico ricorso a scenari apocalittici, né con l’arroccarsi in infruttuosi dogmatismi, bensì con il deciso e decisivo incremento della conoscenza critica e la piena assunzione del principio di responsabilità quale esigenza etica fondamentale.

Angelo Genovesi ha studiato Filosofia a Pisa e a Magonza. È docente di Epistemologia presso l’Università IULM di Milano e conferenziere. Ha pubblicato, tra l’altro, Il carteggio tra Albert Einstein ed Edouard Guillaume (Milano 2000), Bergson ed Einstein (Milano 2001), Etica e media nei documenti della Chiesa cattolica (Parma 2005), Einstein: scienza e società (Milano 2005); ha curato la prima traduzione italiana della memoria di Albert Einstein, Il principio di relatività e le sue conseguenze nella fisica moderna (Pisa-Roma 2002). È vincitore del premio “Mario Di Nola” per il 2001 assegnato dall’Accademia Nazionale dei Lincei. Dal 2006 è Presidente della Fondazione “Dino Terra” del Comune di Lucca, membro del “Programma di ricerche avanzate sul problema della complessità” della Scuola di Alti Studi IMT di Lucca e del comitato scientifico e redazionale di “Kamen”, rivista internazionale di poesia e Filosofia.

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Tre fedi un unico Dio

Conoscersi per accogliersi: Ebraismo, Cristianesimo e Islam a confronto
di Roberta Grillo – 2004, 184 pagine.

Il libro, destinato a giovani lettori, si propone come un’esposizione agevole ma rigorosa delle tre grandi religioni monoteistiche: Ebraismo, Cristianesimo e Islam. Di ciascuna delle tre fedi offre in sintesi i principi della rivelazione, i fondamenti teologici e gli eventi nodali del loro sviluppo storico, scandito dalle figure esemplari dei protagonisti. Arricchiscono l’esposizione scelte mirate di preghiere e di passi tratti dai testi sacri.
“In quest’epoca, tanto turbata da intolleranze e da violenze, le cui cause sono spesso ideologiche e religiose, ci è parso doveroso (e dovrebbe esserlo per ogni credente in Dio) concorrere a ristabilire un clima di convivenza e di rispetto dell’altro, della sua identità e della sua fede.
Ma perché questo avvenga, è necessario, prima, che ciascuno possa conoscere ciò in cui l’altro crede, così da poterlo accogliere, per realizzare, nel rispetto delle diversità dei contenuti di ciascuna religione – e per quanto riguarda questo libro, di Ebraismo, Cristianesimo e Islam –, un futuro fondato sull’accoglienza reciproca, sulla convivenza e sulla pace”. È quanto si augura l’autrice, insieme con l’Editore che lo ha voluto. Ed è anche l’augurio che entrambi rivolgono a tutti i giovani lettori.

Roberta Grillo ha studiato Teologia alla Facoltà Teologica di Milano e Storia Antica all’Università Statale di Bologna. Ha operato a lungo in associazioni di volontariato nell’ambito del disagio giovanile; ha fondato a Milano nel 1993 l’APEJ (Associazione Accoglienza Profughi ex-Jugoslavia) e l’ha diretta fino al 1997. Ha scritto: Il Principe di questo mondo. Il diavolo nella storia, nei documenti, nelle testimonianze (Milano 2002); Attenti al lupo. Movimenti Religiosi Alternativi e Sette sataniche (Milano 2006). Pubblica sul mensile “Studi Cattolici” ed è Presidente del "Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-Religiosa della Diocesi Ambrosiana".

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Da Berlino a Baghdad

Viaggio nella storia che viviamo
di Alessandro Corneli – 2005, 248 pagine.

Il libro propone una rilettura in chiave liberale e, in certa misura, crociana degli ultimi sessant’anni di storia mondiale, i cui limiti simbolici vanno dalla caduta di Berlino nel 1945 alla caduta di Baghdad nel 2003, ma con riferimenti ai periodi precedenti e aggiornamenti fino all’agosto 2004. Gli eventi-chiave – le caratteristiche peculiari della seconda guerra mondiale; la nascita, i caratteri e gli sviluppi della guerra fredda; la globalizzazione; l’idea di un nuovo ordine mondiale e la realtà vissuta di un quotidiano disordine mondiale; il terrorismo – sono considerati sia nel loro sviluppo diacronico, cogliendone la logica interna, sia soprattutto nel processo decisionale che ha visto affacciarsi i protagonisti della storia recente. All’intersezione tra i fenomeni strutturali e i disegni politici, con la loro valenza ideologica e programmatica, gli eventi sembrano tuttavia guidati da una progressiva, anche se difficile e contrastata, spinta verso un allargamento degli spazi di libertà per tutti. Ciò costituisce una sfida alla quale non tutti rispondono allo stesso modo, aiutati in alcuni casi dalle proprie basi storico-culturali e in altri casi proprio da esse ostacolati. Con i conflitti interni che ne seguono e si riflettono sull’intero complesso delle relazioni internazionali.

Alessandro Corneli vive a Roma e si occupa di relazioni internazionali e strategia. È docente di Storia delle relazioni internazionali e geopolitica alla Scuola superiore di giornalismo della Luiss-Guido Carli di Roma. Ha scritto i seguenti volumi: Sun Tzu. Arte della guerra (Napoli 1988, con diverse ristampe; seconda edizione 2005 con l’introduzione completamente rifatta e aggiornata); L’era del Pacifico (Milano 1988); Antologia del pensiero strategico (Napoli 1992); L’Italia va alla guerra. Storia della cultura militare dall’unità a oggi (Roma 1998); Geopolitica è. Leggere il mondo per disegnare scenari futuri (Milano 2006). Editorialista de “Il Giornale”, collabora anche a “Il Foglio”. Collabora inoltre alla “Rivista marittima” dal 1982. Ha creato e dirige il centro studi GR&RG (Global Research & Reports Group).

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Europa storia di un’idea

Dall’impero all’unione
di Sergio Romano su licenza Longanesi & C. – 2005, 192 pagine.

Questo libro si compone di quattro parti. La prima è un quadro geografico e culturale del continente. La seconda è una rapida storia degli stati nati in Europa dopo il crollo dell’impero romano e dei mezzi con cui i loro fondatori cercarono di renderli stabili e forti. La terza spiega come e perché le nazioni europee allargarono le proprie frontiere verso altri continenti dal Medioevo fino alla decolonizzazione. La quarta parte è il racconto dell’integrazione europea dalla fine della seconda guerra mondiale alle nuove prospettive che si profilano all’orizzonte, nonostante incertezze, difficoltà e ipocrisie. L’Europa è un cantiere dove non si è mai smesso, da Carlomagno in poi, di costruire, demolire e ricostruire. La mobilità delle frontiere e gli adattamenti che, nel corso dei secoli, essa ha accettato per se stessa o imposto agli altri potrebbero apparire strani soltanto se si considerasse il Vecchio Continente una realtà semplice, uniforme, omogenea. Ma alla mobilità dei suoi confini e alla sua capacità di adattamento corrisponde la pluralità della sua natura e della sua storia.
L’Europa è un continente aperto che ha al suo interno frontiere climatiche, etniche, linguistiche, culturali, politiche e religiose. Ma è anche una grande famiglia, unita da uno straordinario intreccio di eredità, tradizioni, esperienze comuni. La sua unità, continuamente sognata e auspicata, non sarebbe soltanto la realizzazione di un ideale: sarebbe anche e soprattutto l’unica scelta capace di garantire la continuità della sua storia.

Sergio Romano, nato a Vicenza nel 1929, ha iniziato la carriera diplomatica nel 1954. Dopo essere stato ambasciatore alla NATO e, dal settembre 1985 al marzo 1989, a Mosca, si è dimesso. Tra i suoi ultimi libri, Il rischio americano (Milano 2003), I confini della storia (Milano 2003), Libera Chiesa. Libero Stato? (Milano 2005), I giudizi della storia (Milano 2006). Ha insegnato a Firenze, Sassari, Berkeley, Harvard, Pavia e, per alcuni anni, all’Università Bocconi di Milano. È editorialista del “Corriere della Sera” e di “Panorama”.

Einstein: scienza e società

di Angelo Genovesi – 2005, 208 pagine.

“Fin da quando ero un giovane abbastanza precoce, la vanità delle speranze e degli sforzi che travolgono incessantemente la maggior parte degli uomini in una corsa affannosa attraverso la vita mi aveva colpito profondamente. Ed anzi, avevo ben presto scoperto la crudeltà di questa corsa affannosa, che in quegli anni era mascherata di ipocrisia e di belle parole con cura molto maggiore di quanto non si faccia oggi. Per il solo fatto di possedere uno stomaco, tutti erano condannati a partecipare a questa corsa; ma tale partecipazione poteva forse soddisfare lo stomaco, non già l’uomo come essere pensante e dotato di sentimenti” (Einstein, Autobiografia scientifica, Bollati Boringhieri, Torino 1979). Sul filo sottile della memoria autobiografica, a partire da un irrefrenabile, originario, desiderio di libertà e di conoscenza della verità, questo libro ripercorre il cammino speculativo che ha caratterizzato ed anzi determinato la vita del più grande scienziato del '900: Albert Einstein. Dunque, il contributo sempre originale che il fisico di Ulm ha saputo offrire in ogni settore o dominio della scienza fisica, ma anche la testimonianza vissuta di un pensiero che, privilegiando la dimensione etica, si è apertamente e coraggiosamente battuto sul piano civile per una pacifica convivenza nelle società e tra le nazioni. Una speranza di pace che, per Einstein, solo il rispetto della persona umana e una cultura della libertà sono in grado di poter coltivare.

Angelo Genovesi ha studiato Filosofia a Pisa e a Magonza. È docente di Epistemologia presso l’Università IULM di Milano e conferenziere. Ha pubblicato, tra l’altro, Il carteggio tra Albert Einstein ed Edouard Guillaume (Milano 2000), Bergson e Einstein (Milano 2001), Etica e media nei documenti della Chiesa cattolica (Parma 2005), La scienza al di là del bene e del male. Le nuove sfide della ricerca e la questione morale (Milano 2005) e curato la prima traduzione italiana della memoria di Albert Einstein, Il principio di relatività e le sue conseguenze nella fisica moderna (Pisa-Roma 2002). È vincitore del premio “Mario Di Nola” per il 2001 assegnato dall’Accademia Nazionale dei Lincei. Dal 2006 è presidente della Fondazione “Dino Terra” del Comune di Lucca, membro del “Programma di ricerche avanzate sul problema della complessità” della Scuola di Alti Studi IMT di Lucca e del comitato scientifico e redazionale di “Kamen”, rivista internazionale di poesia e filosofia.

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“Vivere è scegliere” scritti di libertà

Il liberalismo come ideologia della vita
di Sergio Ricossa a cura di Paolo Del Debbio – 2006, 218 pagine.

Da qualche anno, in Italia, si parla di liberalismo e di liberismo spesso non sapendo bene di cosa si parla. Gli scritti di Sergio Ricossa, raccolti in questo volume, chiariscono alla radice cosa significa liberalismo ma, soprattutto, cosa significa essere liberali.
Il libro analizza anzitutto la questione di fondo, se cioè la scelta tra liberismo e socialismo sia economica o morale. Secondo Ricossa si tratta di una scelta morale che mette al primo posto, come valore, il rispetto della libertà di tutti. Anche della libertà economica. Questo principio, ed è l’oggetto del secondo capitolo, pone la realtà, così come è, al centro della riflessione. Non si tratta di costruire un’idea di realtà, ma di accettarla nei suoi lineamenti fondamentali anche in campo economico. All’utopia della società perfetta il liberale preferisce l’imperfezione che ha però origine nel rispetto della libertà.
Le origini del capitalismo, che sono oggetto del terzo capitolo, rivelano proprio la sua logica interna che è fatta di assunzione di rischi e di tentativi, di successi e di insuccessi. Il capitalismo ha portato con sé la rivoluzione dei consumi, affrontata nell’ultimo capitolo, affidando al consumatore la scelta e decretando in questo modo la sovranità del consumatore stesso.

Sergio Ricossa è nato a Torino nel 1927. Accademico dei Lincei, membro della Mont Pélerin Society (la più importante associazione liberista mondiale), dal 1961 insegna economia all’Università di Torino. Ha collaborato con vari giornali e ha scritto molte opere tra le quali il monumentale Dizionario di Economia, pubblicato da Utet e scritto da lui integralmente. Ha pubblicato inoltre: I fuochisti della vaporiera. Gli economisti del consenso (Milano 1978); La fine dell’economia. Saggio sulla perfezione (Milano 1986); Cento trame dei classici (Milano 1991); I pericoli della solidarietà. Epistole sul dosaggio di una virtù (Milano 1993); Passato e futuro del capitalismo (Bari 1995); Maledetti economisti. Le idiozie di una scienza inesistente (Milano 1996); Capitalismo voce della Enciclopedia del Novecento (Roma 1998); oltre a varie prefazioni e introduzioni a volumi di autori liberisti come Robert Nozick, Ludwig von Mises e Friedrich von Hayek.

Paolo Del Debbio è nato a Lucca nel 1958. È docente di Etica ed Economia all’Università IULM di Milano. Ha pubblicato Il mercante e l’inquisitore. Apologia della televisione commerciale (Milano 1991); Global. Perché la globalizzazione ci fa bene (Milano 2002). Editorialista de “Il Giornale”. Conduce la trasmissione Secondo voi, striscia quotidiana su Italia 1 e Canale 5.

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No Global. New Global

Etica e governo dei cambiamenti
di Paolo Del Debbio – 2006, 230 pagine.

Il noto teologo tedesco Hans Kung sostiene che la globalizzazione sia inevitabile, ambivalente, imprevedibile, ma pilotabile. Questo libro prende le mosse da questo presupposto teorico. Il movimento no global si è caratterizzato per un totale rifiuto della globalizzazione e non ha mai accettato l’idea che si trattasse di un processo inevitabile teorizzando, viceversa, che non solo fosse evitabile, ma da evitare con qualsiasi mezzo. Tuttavia lo sviluppo della globalizzazione va di pari passo con lo sviluppo dell’economia di mercato che, a oggi, è l’unico sistema di creazione della ricchezza che ha resistito alle prove della storia. La globalizzazione è come un grande mezzo di trasporto che può sbagliare direzione se non è pilotato, ma ha un motore buono, l’economia di mercato. È dunque indispensabile un buon sistema di guida. Occorre muoversi verso una dimensione new global, che non perda ciò che di buono c’è nella globalizzazione e cerchi di migliorarla. In questa chiave il libro indaga su vari temi: si chiede se la globalizzazione aumenti la ricchezza per tutti o solo per alcuni; se porti con sé un’estensione dei diritti umani o no; se porti al disastro ambientale o no; se ampli il divario digitale nel mondo o no e se porti all’omologazione culturale. E quali possono essere le linee etiche condivise per affrontare il tema e quale tipo di governance della globalizzazione è auspicabile e possibile? Chi e come può governare fenomeni che sfuggono alla sovranità dei singoli Stati? Le risposte a questi interrogativi sono la chiave per la risposta a tutti gli altri problemi che la globalizzazione pone e che il libro passa in rassegna.

Paolo Del Debbio è nato a Lucca nel 1958. È docente di Etica ed Economia all’Università IULM di Milano. Ha pubblicato Il mercante e l’inquisitore. Apologia della televisione commerciale (Milano 1991); Global. Perché la globalizzazione ci fa bene (Milano 2002); ha curato la pubblicazione del volume di Sergio Ricossa, “Vivere è scegliere” scritti di libertà. Il liberalismo come ideologia della vita (Milano 2005). Editorialista de “Il Giornale”. Conduce la trasmissione Secondo voi, striscia quotidiana su Italia 1 e Canale 5.

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Geopolitica è

Leggere il mondo per disegnare scenari futuri
di Alessandro Corneli – 2006, 254 pagine.

Da diversi anni è tornata in auge la geopolitica, dapprima sotto la spinta della “fine delle ideologie”, poi a causa del crollo dei sistemi comunisti che proprio sulle ideologie fondavano la loro legittimità. La rinascita di nazionalismi, di spinte egemoniche regionali, di fattori come la demografia, le materie prime e la religione hanno fatto riscoprire i parametri della geopolitica classica come strumenti per interpretare la realtà presente e delineare scenari futuri dopo la fine della guerra fredda. Ma il protagonista della geopolitica classica, quella formulata tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del '900, cioè lo stato-nazione, ha visto ridursi notevolmente i poteri di cui disponeva per cui la geopolitica finisce per ridursi a una nuova e più sottile forma di ideologia attraverso la quale proprio lo stato-nazione cerca di rifondare la propria legittimità.
Il libro, intrecciando la storia del pensiero geopolitico attraverso i suoi autori più noti con la dimensione fattuale delle relazioni internazionali, ne va a ricercare i fondamenti culturali più remoti per scoprire fino a che punto essa può rivendicare un metodo oggettivo per spiegare la dinamica internazionale e, viceversa, fino a che punto essa è un’ideologia mascherata di supporto alle scelte politiche. Oltre a essere un tentativo, delineando scenari futuri, per rispondere all’incertezza che sembra essere diventata un sentimento diffuso.

Alessandro Corneli vive a Roma e si occupa di relazioni internazionali e strategia. È docente di Storia delle relazioni internazionali e geopolitica alla Scuola superiore di giornalismo della Luiss-Guido Carli di Roma. Ha scritto i seguenti volumi: Sun Tzu. Arte della guerra (Napoli 1988 con diverse ristampe; seconda edizione 2005 con l’introduzione completamente rifatta e aggiornata); L’era del Pacifico (Milano 1988); Antologia del pensiero strategico (Napoli 1992); L’Italia va alla guerra. Storia della cultura militare dall’unità a oggi (Roma 1998); Da Berlino a Baghdad. Viaggio nella storia che viviamo (Milano 2004). Editorialista de “Il Giornale”, collabora anche a “Il Foglio”. Collabora alla “Rivista marittima” dal 1982. Ha creato e dirige il centro studi GR&RG (Global Research & Reports Group).

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Destini Incrociati

Europa e Islam
di Paolo Branca e Antonio Cuciniello – 2007, 224 pagine

Il secolare confronto fra Occidente e Islam trova nella regione mediterranea il suo fulcro originario. L’Europa cristiana e i potentati arabo-musulmani, soprattutto del Nordafrica e del Medio Oriente, ne sono stati i principali protagonisti. Le irriducibili differenze religiose e culturali, oltre ai conflitti politici e militari, non hanno escluso un fecondo scambio di influssi a ogni livello tra due civiltà strettamente correlate, non solo per prossimità geografica, ma anche per origini condivise e percorsi intrecciati. Ripercorrere questa lunga storia comune, con le sue luci e le sue ombre, potrà aiutarci a comprendere meglio le dinamiche che ancora oggi interessano un delicato e controverso rapporto. Questo libro si propone soprattutto di offrire un’immagine più completa e aderente alla realtà rispetto alle molte semplificazioni che da una parte e dall’altra alimentano pregiudizi e ostilità. Soltanto conoscendo meglio le nostre rispettive storie e rivisitando sia le pagine luminose che quelle oscure del passato potremo affrontare adeguatamente le sfide del presente che pone a entrambi gli interlocutori domande cruciali relative al loro ruolo rispetto a se stessi, alle loro relazioni e ai destini dell’intera umanità.

Paolo Branca è professore associato di Lingua e letteratura araba presso l’Università Cattolica di Milano. I suoi studi spaziano dai temi classici dell’Islamologia alle correnti contemporanee del pensiero musulmano. Tra le sue opere: Voci dell’Islam moderno: il pensiero arabo-musulmano fra rinnovamento e tradizione, prefazione di M. Borrmans (Genova 1991); Introduzione all’Islam (Milano 1995); I musulmani (Bologna 2000); Il Corano (Bologna 2001) e Moschee inquiete (Bologna 2003).

Antonio Cuciniello, laureato presso l’Istituto Orientale di Napoli, si è specializzato in islamologia al Pontificio Istituto di Studi Arabi e di Islamistica (Roma) e ha insegnato per tre anni all’Istituto Don Bosco del Cairo. Lavora nel campo della mediazione linguistica e interculturale nel progetto “Apriti Sesamo” dell’ISMU di Milano.

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Parole e immagini

La comunicazione e i media
di Aldo Grasso e Massimo Scaglioni – 2007, 240 pagine.

Quella contemporanea è una società della comunicazione, sempre più saturata, quasi sommersa, dai mezzi di comunicazione di massa. I media sono dappertutto e le opportunità per comunicare, che essi costantemente ci offrono, fanno ormai parte della nostra vita quotidiana. Da almeno un secolo, i media sono oggetto di analisi, ma anche di diffuse preoccupazioni circa la loro portara e i loro effetti. Nel corso della loro storia, i mezzi di comunicazione sono stati spesso denigrati come possibili generatori di danni per gli individui e le collettività, o esaltati come agenti destinati a rivoluzionare in breve tempo modi di vita consolidati. I media sono, in realtà, forieri di grandi opportunità e di altrettanti rischi. Ciò dipende da come e da chi vengono impiegati, con quali finalità, in quale contesto sociale e culturale. Prima di riflettere sulle opportunità e sui rischi, è necessario fare un percorso di conoscenza: occorre comprendere che cos’è e come funziona la comunicazione; e che cosa sono e che storia hanno i media. Per vivere sì sommersi dai media, come ci accade oggi, ma con una maggiore consapevolezza riguardo al loro utilizzo e ai rischi da evitare. Questo testo si propone appunto di ripercorrere le principali teorie sulla comunicazione, l’evoluzione storica dei mass media e di inquadrare criticamente il dibattito sugli effetti, con un occhio di attenzione sia ai cosiddetti mezzi tradizionali (dalla stampa alla televisione), sia ai “nuovi media” digitali, che stanno rivoluzionando il panorama contemporaneo. Nel tentativo di offrire al lettore quella essenziale “cassetta degli attrezzi” per comprendere una parte della nostra realtà.

Aldo Grasso è professore ordinario di Storia della radio e della televisione presso l’Università Cattolica di Milano. Editorialista e critico televisivo del “Corriere della Sera”, ha diretto i programmi radiofonici della RAI nella breve stagione dei “Professori” (1993-94). È autore, tra l’altro, di S.M. Ejzenstejn (1974), di Linea allo studio (1989), Storia della televisione italiana (1992 e successive edizioni), dell’Enciclopedia della televisione (1996), di Che cos’è la televisione (2003, con M. Scaglioni) e di Buona Maestra (2006).

Massimo Scaglioni, dottore di ricerca in Storie e forme della rappresentazione e del consumo mediale, insegna Storia della radio e della televisione presso l’Università Cattolica di Brescia. Ha collaborato alla Enciclopedia della televisione di Aldo Grasso, con cui è co-autore di Che cos’è la tv (2003). Ha scritto, tra l’altro, Tv di culto (2006). È responsabile della rubrica “Economia dei media” su “Corriereconomia” del “Corriere della sera” e si occupa, in particolare, di analisi dell’audience televisiva.

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Essere persona

Natura e struttura
di Vigilio Melchiorre – 2007, 288 pagine.

Il tema della persona è antico, ma ha assunto una particolare rilevanza dalla prima metà del ’900 sino a oggi, spesso in antitesi alle forme dilaganti dell’individualismo e del consumismo borghese. Nella prima parte del volume vengono ripercorse le diverse voci del personalismo contemporaneo, da quelle che animarono l’incandescente stagione del movimento “Esprit”, fra gli anni Trenta e Cinquanta, a quelle non meno rilevanti del personalismo tedesco e italiano.
Sullo sfondo dei guadagni teorici del personalismo novecentesco, l’autore traccia – nella seconda parte del volume – una sintesi teorica del tema, muovendo dalle antiche parole, che nella lingua greca e in quella latina, dicono dell’uomo come persona. La storia della parola viene poi tradotta in una serrata analisi delle strutture stesse della vita personale. Di là da ogni dualismo mente-corpo, ne risulta una figura unitaria dell’uomo, inteso come prospettiva che dalla concretezza del proprio esserci è intimamente volta alla ricerca e al vissuto di un ultimo senso dell’essere: l’uomo dunque come capacità di trascendere, nella percezione dell’universale, la condizione determinata dei propri spazi e dei propri tempi. È su questo sfondo che viene poi a disegnarsi lo scenario della libertà con i suoi percorsi e le sue elevazioni, ma anche con le sue cadute e le sue malattie. Un’attenzione particolare emerge in tal senso verso i gradi temi del rapporto interpersonale, dell’eros, della differenza tra uomo e donna, della riconoscente reciprocità e del rispetto, quali cardini essenziali della vita etica.

Virgilio Melchiorre è nato a Chieti nel 1931. Ha insegnato Filosofia morale nell’Università Ca’ Foscari di Venezia e nell’Università Cattolica di Milano, dove ha anche insegnato Filosofia della Storia e Filosofia teoretica. Nell’ambito di questa Università, ha anche diretto, dal 1967 al 1995 la Scuola di specializzazione in Comunicazioni sociali. Presso l’Editrice Vita e Pensiero dirige le pubblicazioni del Centro di Metafisica per la sezione “Metafisica e Storia della Metafisica”. Dal novembre del 2006 ha abbandonato l’insegnamento, continuando il suo lavoro in qualità di professore emerito di Filosofia morale.
Fra i suoi scritti, oltre a numerosi articoli, si possono ricordare, fra i più recenti, i volumi: Studi su Kierkegaard (1987; 1998, seconda edizione ampliata); Analogia e analisi trascendentale. Linee per una nuova lettura di Kant (1991); Figure del sapere (1994); La via analogica (1966); Al di là dell’ultimo (1998); Ethica (2000); Dialettica del senso (2002); Qohelet o del vivere serenamente (2006).

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Potere e libertà

L’antica Arte della politica
di Alessandro Corneli – 2007, 256 pagine.

Potere e libertà è la continuazione, in questa collana, dei due precedenti saggi Da Berlino a Baghdad e Geopolitica è. Il filo conduttore è l’analisi del potere attraverso i protagonisti e gli argomenti con i quali essi legittimano le loro decisioni. Nei primi due volumi sono stati presi in considerazione principalmente i rapporti internazionali. In Potere e libertà il discorso si sposta sul piano interno, cioè sui meccanismi della politica e della formazione dei suoi processi decisionali, i cui effetti ricadono su tutti i componenti di una comunità politica.
La politica è quel segmento di attività sociale in cui alcuni leader e i loro gruppi di sostegno competono per la conquista del potere, a sua volta fondato su diversi principi di legittimità. La competizione riguarda le scelte che interessano una società politica, cioè lo Stato. La conquista del potere serve a trasformare le scelte in decisioni.
Poiché per ogni problema esistono soluzioni diverse, motivate da ideologie diverse e in grado di muovere interessi diversi, la politica non potrà né sparire né ridursi a tecnocrazia con soluzioni univoche. Ma proprio perché ci saranno sempre soluzioni alternative, il potere sarà sempre un potere di scelta e quindi dipenderà dal grado di libertà riconosciuto nei diversi sistemi istituzionali. Il volume esamina sinteticamente sistemi politici e forme istituzionali sullo sfondo della crisi di credibilità che i sistemi rappresentativi attuali attraversano in molti Paesi a democrazia avanzata, offrendo spunti di riflessione anche per l’Italia.

Alessandro Corneli vive a Roma e si occupa di relazioni internazionali e strategia. È docente di Storia delle relazioni internazionali e geopolitica alla Scuola superiore di giornalismo della Luiss-Guido Carli di Roma. Ha scritto i seguenti volumi: Sun Tzu. Arte della guerra (Napoli 1988, con diverse ristampe; seconda edizione 2005 con l’introduzione completamente rifatta e aggiornata); L’era del Pacifico (Milano 1988); Antologia del pensiero strategico (Napoli 1992); L’Italia va alla guerra. Storia della cultura militare dall’unità a oggi (Roma 1998); Da Berlino a Baghdad. Viaggio nella storia che viviamo (Milano 2004); Geopolitica è. Leggere il mondo per disegnare scenari futuri (Milano 2006). Attualmente editorialista de Il Giornale, collabora anche a Il Foglio. Collabora alla Rivista marittima dal 1982. Ha creato e dirige il centro studi GR&RG (Global Research & Reports Group)”.

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Le rivoluzioni scientifiche e il mondo moderno

E la civiltà dell’occidente
di Evandro Agazzi – 2008, 154 pagine.

La scienza è forse il contributo più tipico che l’Occidente ha recato alla civiltà umana. Già a partire dall’antichità le diverse “rivoluzioni” nel modo di concepire e praticare la scienza si sono riflesse su tutti gli aspetti della civiltà occidentale. Ciò fu particolarmente chiaro nell’età moderna, alle cui radici sta la rivoluzione scientifica da cui è nata dapprima la fisica matematico-sperimentale e poi una serie di altre scienze. La nuova scienza è diventata agli occhi di molti filosofi e intellettuali non solo la forma emblematica del sapere, ma addirittura la forma esclusiva di esso. La massa di applicazioni che la nuova scienza ben presto permise il passaggio dalla semplice tecnica alla ben più complessa “tecnologia”. Ne son venuti cambiamenti profondi di mentalità e di costumi, oltre che di assetto sociale e politico, il cui esempio più evidente fu la rivoluzione industriale. Anche nel campo delle discipline umanistiche il sorgere delle scienze umane non è stato meno significativo. La conseguenza fu un diffuso “scientismo”, ossia la convinzione che le scienze sarebbero state in grado di risolvere tutti i problemi dell’umanità. Questa si è rivelata un’illusione: mentre il '900 assisteva a un vertiginoso progresso delle tecnoscienze, con l’esplorazione e lo sfruttamento tecnologico dell’infinitamente piccolo, crescenti preoccupazioni si sono venute svegliando a proposito di una crescita della tecnoscienza che sembra ormai fuori controllo. Pertanto la ricerca di valori-guida per l’orientamento della nuova civiltà tecnologica e per la ricerca di un senso della vita stanno suscitando rinnovati interessi per le tematiche di frontiera tra scienza, tecnologia, Filosofia, Etica e Religione.

Evandro Agazzi, professore di Filosofia teoretica all’Università di Genova, lo è stato anche in diverse università europee e americane. Attualmente è Presidente dell’Académie Internationale de Philosophie des Sciences (Bruxelles), ha pure presieduto, fra l’altro, la Federazione Internazionale delle Società di Filosofia e l’Institut International de Philosophie (Parigi), istituzioni di cui è ora presidente onorario. Ha pubblicato come autore o curatore quasi 70 volumi e più di 700 saggi e articoli in volumi e riviste scientifiche. Molte sue opere sono apparse anche in lingue straniere. I suoi campi di interesse e ricerca spaziano dalla logica, alla Filosofia della matematica, della fisica, delle scienze umane, alla storia della scienza, alla metafisica, alla Filosofia morale, alla bioetica, alla Filosofia della religione.

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Nascita dell’occidente

con un saggio di Marta Sordi

di Alessandro Corneli – 2008, 132 pagine.

La civiltà occidentale ha evidenti radici nel mondo greco e romano su cui si è innestato il cristianesimo. Ma a loro volta questi elementi caratteristici di ciò che siamo abituati a definire “Occidente” presentano straordinari aspetti di continuità con le anteriori civiltà del Vicino Oriente, dalle quali hanno tratto i concetti fondamentali relativi all’organizzazione del potere politico, del sistema di trasmissione del pensiero e della conoscenza per mezzo della scrittura, dell’organizzazione economica attraverso il mercato, della convivenza civile tramite il diritto, e insieme una permanente consapevolezza della trascendenza. Si tratta di radici forti e profonde che affrontano da qualche tempo una serie di sfide: la trasformazione del sistema di trasmissione della conoscenza indotta dalla rivoluzione informatica, la modificazione dei rapporti economici indotta dalla globalizzazione, che incide anche sul sistema delle relazioni politiche tra gli Stati, infine l’attacco alla trascendenza da parte di coloro che puntano a organizzare la vita umana “come se Dio non ci fosse”. Il libro non dà risposte, ma fornisce le informazioni necessarie per consentire a ciascuno di trovarle anzitutto in se stesso, riflettendo sul passato di cui è parte e che è fonte permanente di identità.

Alessandro Corneli vive a Roma e si occupa di relazioni internazionali e strategia. È docente di Storia delle relazioni internazionali e geopolitica alla Scuola superiore di giornalismo della Luiss-Guido Carli di Roma. Ha scritto i seguenti volumi: Sun Tzu. Arte della guerra (Napoli 1988, con diverse ristampe; seconda edizione 2005 con l’introduzione completamente rifatta e aggiornata); L’era del Pacifico (Milano 1988); Antologia del pensiero strategico (Napoli 1992); L’Italia va alla guerra. Storia della cultura militare dall’unità a oggi (Roma 1998); Da Berlino a Baghdad. Viaggio nella storia che viviamo (Milano 2004); Geopolitica è. Leggere il mondo per disegnare scenari futuri (Milano 2006); Potere e Libertà. L’antica Arte della politica (Milano 2007). Editorialista de “Il Giornale”, collabora anche a “Il Foglio”. Collabora alla “Rivista marittima” dal 1982. Ha creato e dirige il centro studi GR&RG (Global Research & Reports Group).

Marta Sordi, nata a Livorno nel 1925 è professoressa emerito di Storia greca e romana dell’Università Cattolica di Milano. Membro dell’Accademia di Scienze e Lettere dell’Istituto Lombardo e dell’Istituto di Studi Etruschi, ha pubblicato molti volumi e articoli. Nel 1997 ha ricevuto la Medaille de La ville de Paris, nel 1999 la Medaglia d’oro per i benemeriti della cultura e nel 2002 l’onorificenza della Regione Lombardia “Rosa Camuna”.

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Oriente: il grande ritorno

con un saggio di Federico Rampini


di Alessandro Corneli – 2008, 121 pagine.

L’Oriente ha sempre suscitato in Europa una particolare attrazione: per le dimensioni geografiche e demografiche, per la varietà e la diversità di popoli, lingue, tradizioni religiose, per le ricchezze reali e immaginate. Nel secondo dopoguerra, le grandi e le piccole tigri asiatiche hanno gradualmente conquistato i mercati occidentali, poi è arrivato lo spettacolare balzo economico della Cina, affiancato da quello dell’India. I commerci internazionali ne sono stati profondamente modificati. Ma anche nel lontano passato il mondo mediterraneo – egizio, greco, romano – era a contatto con l’India e la Cina e gli scambi erano sistematici e intensi. Per alcuni secoli l’area persiano-araba prima, e l’islamismo poi hanno funzionato da filtro; oggi però il continente eurasiatico sta ritrovando una sorta di grande unità nell’epoca della globalizzazione.
Asia e Oriente non sono due concetti coincidenti, poiché siamo soliti distinguere tra un Vicino e un Estremo Oriente: aree che hanno avuto e hanno con l’Occidente rapporti diversi e presentano tradizioni culturali, filosofiche e religiose differenti anche se intrecciate. Le grandi correnti dell’induismo, del buddhismo, del confucianesimo, del taoismo, dello shintoismo, così come dell’islamismo, attraverso i secoli si sono modificate, ma hanno dimostrato grande vitalità. L’Occidente, che dovrà approfondire i suoi legami con la cultura orientale, ha sviluppato il tema della trascendenza, mentre quello dell’immanenza si è radicato in Asia. Si tratta comunque di due strade per raggiungere l’Assoluto, che è aspirazione comune all’Occidente e all’Oriente.

Alessandro Corneli vive a Roma e si occupa di relazioni internazionali e strategia. È docente di Storia delle relazioni internazionali e geopolitica alla Scuola superiore di giornalismo della Luiss-Guido Carli di Roma. Ha scritto i seguenti volumi: Sun Tzu. Arte della guerra (Napoli 1988, con diverse ristampe; seconda edizione 2005 con l’introduzione completamente rifatta e aggiornata); L’era del Pacifico (Milano 1988); Antologia del pensiero strategico (Napoli 1992); L’Italia va alla guerra. Storia della cultura militare dall’unità a oggi (Roma 1998); Da Berlino a Baghdad. Viaggio nella storia che viviamo (Milano 2004); Geopolitica è. Leggere il mondo per disegnare scenari futuri (Milano 2006); Potere e Libertà. L’antica Arte della politica (Milano 2007); Nascita dell'occidente (Milano 2008). Editorialista de “Il Giornale”, collabora anche a “Il Foglio”. Collabora alla “Rivista marittima” dal 1982. Ha creato e dirige il centro studi GR&RG (Global Research & Reports Group).

Federico Rampini è editorialista, corrispondente dalla Cina e inviato per l’Asia del quotidiano “La Repubblica”. Ha insegnato giornalismo alla Berkeley University in California e alla Shanghai University of Finance and Economics (Shufe). È autore dei saggi Il secolo cinese (2005), L’impero di Cindia (2006), L’ombra di Mao (2007) e La speranza indiana (2008).

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Matematica per la vita

Anche dove non te l’aspetti

di Marco Degiovanni, Roberto Lucchetti, Alfredo Marzocchi e Maurizio Paolini – 2009, 200 pagine.

Fin dall’antichità la matematica ha rappresentato la prima espressione di conoscenze strutturate e cumulative: a titolo di esempio, il fatto, dimostrato da Euclide, che esistano infiniti numeri primi si intende acquisito per sempre. La concezione galileiana della scienza ha trasformato la matematica nel linguaggio in cui una teoria deve esprimersi per essere considerata scientifica. Come conseguenza, le scienze della natura, dalla fisica alla chimica e alla biologia, hanno adottato il processo di matematizzazione, che si è esteso anche ad alcuni aspetti delle scienze umane. Dal canto suo, la matematica ha risposto, soprattutto nel ’900, con una formidabile moltiplicazione delle strutture matematiche messe a disposizione degli studiosi delle varie discipline. Si giunge così ai giorni nostri, in cui le più disparate valutazioni vengono spesso ricondotte a parametri numerici, ritenuti più “oggettivi” non sempre a proposito. In realtà la costruzione di un’interpretazione matematica calzante è impresa quanto mai impegnativa. Può impressionare il fatto che sappiamo prevedere le prossime eclissi di Sole per molti anni, mentre le previsioni del tempo non arrivano a sette giorni. Il fatto è che i moderni strumenti di misura consentono di acquisire miriadi di dati, che però spesso rimangono “muti”, perché manca la chiave interpretativa. Questa constatazione dovrebbe anche indurre a ridimensionare la visione scolastica di matematica “tutta correttezza procedurale”. Fatta salva la necessaria competenza tecnica, ciò che si richiede nel progresso della scienza, matematica compresa, è sempre un contributo di idee.

Marco Degiovanni è ordinario di Analisi matematica presso la Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. I suoi interessi di ricerca vertono sulle equazioni differenziali non lineari alle derivate parziali.

Roberto Lucchetti è ordinario di Analisi matematica presso la Facoltà di Ingegneria dei sistemi al Politecnico di Milano. Si occupa di ottimizzazione e di teoria dei giochi. Si occupa anche di divulgazione scientifica.

Alfredo Marzocchi è ordinario di Fisica matematica presso la Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. I suoi interessi scientifici vanno dalla meccanica dei continui alle equazioni alle derivate parziali.

Maurizio Paolini è ordinario di Analisi numerica presso la Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. I suoi interessi di ricerca vertono principalmente sull’approssimazione numerica di problemi alle derivate parziali.

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Energia e salute della terra

di Giulio De Leo, Giulia Fiorese e Giorgio Guariso – 2009, 280 pagine.

La crescita dei consumi energetici a ritmi fino a un secolo fa inimmaginabili ci ha permesso di raggiungere un livello di benessere materiale che non ha precedenti. La stessa globalizzazione, fondata sulle reti fisiche di trasporto e su quelle digitali dell’informazione, è legata inestricabilmente alla disponibilità di energia. Eppure, come nel mito del fuoco rubato agli dei da Prometeo, anche la società moderna è alla ricerca di una fonte accessibile e inesauribile di energia. I combustibili fossili, che oggi coprono l’80% del fabbisogno energetico del pianeta, sono una risorsa che presto o tardi si esaurirà. Inoltre, il loro utilizzo comporta l’emissione di sostanze inquinanti nocive alla salute dell’uomo e degli ecosistemi. I processi di combustione continuano poi a liberare enormi quantità di anidride carbonica, che contribuiscono significativamente all’effetto serra e ai cambiamenti climatici. Con un’esposizione semplice, ma rigorosa e ricca di dati, gli autori analizzano i problemi energetici della nostra società. Presentano un quadro della distribuzione delle fonti d’energia e dell’andamento dei consumi, illustrano le principali tecnologie per la produzione di energia sia dalle fonti fossili, sia da fonti rinnovabili, esaminando i loro punti forza, i costi e gli impatti sull’ambiente a scala locale e globale. Il lettore troverà anche una discussione sulle politiche messe in atto per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e contrastare i cambiamenti climatici, nonché esempi concreti del contributo che ciascuno, singolarmente e come componente di una comunità, può portare per diminuire consumi e impatti dell’energia.

Giulio De Leo è ordinario di cologia presso il Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università degli Studi di Parma. Si occupa da vent’anni di problemi d’impatto ambientale legati ai processi di combustione e produzione di energia. È stato responsabile della linea di ricerca sulle esternalità ambientali del Progetto Kyoto-Lombardia.

Giulia Fiorese è laureata in ingegneria per l’ambiente e il territorio presso il Politecnico di Milano e ha conseguito il dottorato di ricerca in Ecologia presso il dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università di Parma. Dal 2004 collabora con il Dipartimento di Elettronica e Informazione del Politecnico di Milano alla ricerca sui temi delle fonti rinnovabili di energia e degli impatti dei cambiamenti climatici a scala locale.

Giorgio Guariso è ordinario di Modellistica e simulazione presso il Politecnico di Milano. La sua attività di ricerca è stata sempre dedicata allo sviluppo di modelli e di sistemi di supporto alle decisioni nel settore dell’ambiente e del territorio con particolare interesse ai problemi energetici e all’impatto delle emissioni inquinanti sull’ambiente.

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Il sud del mondo

Tre continenti fra storia e attualità
di Gianpaolo Calchi Novati – 2010, 256 pagine.

Nord e Sud, al pari di Terzo mondo, ma anche di Occidente, sviluppo, decolonizzazione sono termini sommari e inadeguati per definire fenomeni complessi e variegati. Essi hanno tuttavia un posto collaudato nella pubblicistica, nella lotta politica e nell’immaginario. Se il confronto-scontro Est-Ovest fra i due blocchi capeggiati da USA e URSS è venuto meno con la fine della guerra fredda, il rapporto Nord-Sud, in cui si sintetizza l’interazione fra il mondo sviluppato e i Paesi in via di sviluppo, conserva tutta la sua attualità. Il sistema mondiale è attraversato ancora da una contraddizione fondamentale. C’è anzitutto il divario della povertà, con i drammi delle guerre e dell’emigrazione di massa, e c’è la frontiera della politica. Il Sud del mondo è rimasto ai margini, anche se la globalizzazione ha ridotto le distanze ridistribuendo il potere economico e promuovendo più libertà. Naturalmente, i processi che coinvolgono l’Africa, l’Asia e l’America latina, a cui è dedicato questo libro di ricostruzione storica e politica del lungo tragitto fra colonialismo, decolonizzazione e globalizzazione, presentano molte diversità a livello di continenti, di Paesi, di esperienze culturali, di progetti nazionali. Tuttavia, com’è avvenuto in tanti passaggi cruciali nel ’900, anche oggi si giustifica questa identificazione del Sud come una realtà capace di esprimere rivendicazioni comuni e forme nuove di solidarietà. Rovesciando la prospettiva eurocentrica, i protagonisti diventano l’Africa, l’Asia, i Paesi arabo-musulmani.

Gianpaolo Calchi Novati ha insegnato Storia dell’Africa e Storia e Istituzioni dei Paesi afroasiatici nelle università di Pisa, Urbino e Pavia. Ha tenuto corsi e lezioni nelle università di Città del Messico, Tunisi, Nairobi e Addis Abeba, dove ha gestito il programma di cooperazione del Ministero degli Esteri. I suoi temi di ricerca sono il colonialismo e la decolonizzazione, il colonialismo italiano, le relazioni internazionali Nord-Sud. Ha diretto l’Istituto per le relazioni fra l’Italia e i Paesi dell’Africa, America latina e Medio Oriente (Ipalmo) e la rivista “Politica internazionale”, animando il dibattito su Terzo mondo e terzomondismo. Dirige le pubblicazioni di “Asia Major” del Centro studi per i popoli extra-europei C. Bonacossa (CSPE) dell’Università di Pavia. Collabora all’Istituto per gli studi di politica internazionale (ISPI) come responsabile del programma per l’Africa. Fra le sue opere: Neutralismo e guerra fredda (Comunità, 1963), La decolonizzazione (Loescher, 1983), Nord-Sud, due mondi per un mondo possibile (Cultura della pace, 1987), Dalla parte dei leoni (Il Saggiatore, 1995) e, con Pierluigi Valsecchi, Africa: la storia ritrovata (Carocci, 2008). Ha curato con Lia Quartapelle il volume Terzo mondo addio (Carocci, 2007).

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Regole

Perché tutti gli italiani devono sviluppare quelle giuste e rispettarle per rilanciare il Paese
di Roger Abravanel e Luca D’Agnese – 2011, 315 pagine. Su licenza Garzanti

Anno dopo anno, l’Italia sta retrocedendo in tutte le classifiche relative allo sviluppo economico, alla disoccupazione giovanile, all’educazione e alla ricerca, mentre sale nelle graduatorie che misurano l’evasione fiscale, la corruzione, l’abusivismo edilizio, la lentezza della giustizia. Tutte queste criticità sono però accomunate da un grave limite, che porta alla degenerazione dell’intero sistema: l’Italia non ha saputo darsi le regole giuste. Leggi, norme e regolamenti sono troppo complicati, tanto che diventa molto difficile rispettarli. Così chi non li rispetta viene spesso condonato o amnistiato, mentre cittadini e imprese si adattano all’elusione di massa. È quello che Roger Abravanel e Luca D’Agnese hanno definito "il circolo vizioso delle regole", che rende impossibile qualunque serio progetto di riforma. Senza regole, o con regole sbagliate, l’economia non si sviluppa, perché le imprese "piccole, brutte, anzi bruttissime" fanno concorrenza sleale a quelle innovative. Senza regole, o con regole sbagliate, governare una società sempre più complessa è impossibile. È troppo facile scaricare la responsabilità del declino italiano sui politici e sulla classe dirigente. Regole dimostra che dobbiamo innescare un circolo virtuoso delle regole in tutta la società, un processo che coinvolga i cittadini, per partecipare al miglioramento delle regole: grazie a una scuola che deve formare le "competenze della vita" necessarie per interagire efficacemente con gli altri; grazie a una giustizia civile tempestiva; grazie a un sistema dell’informazione indipendente dalla politica e dagli affari. Roger Abravanel e Luca D’Agnese dimostrano che seguire le regole non solo è giusto ma soprattutto conveniente. E avanzano cinque proposte concrete.

Roger Abravanel (Tripoli, 1946), laureato in Ingegneria al Politecnico di Milano, Master in Business Administration all’INSEAD di Fontainebleau, ha lavorato per 34 anni in McKinsey come consulente di aziende italiane e multinazionali in Europa, America ed Estremo Oriente. Attualmente è consigliere di amministrazione di varie aziende e advisor di fondi Private Equity in Italia e all’estero. Il suo Meritocrazia (2008), giunto alla quinta edizione, ha aperto un ampio dibattito e innescato diversi progetti di riforma, ispirando inoltre il seguitissimo blog «meritocrazia» sul sito www.corriere.it.

Luca D’Agnese si è laureato in Fisica nel 1986 presso l’Università di Pisa-Scuola Normale e ha completato un Master in Business Administration all’INSEAD. Ha lavorato 15 anni in McKinsey e successivamente è stato alla guida di diverse imprese nel campo dell’informatica, dell’energia, delle telecomunicazioni, in Italia, negli Stati Uniti e in Medio Oriente. Attualmente è amministratore delegato di una società che opera nel settore delle energie rinnovabili.

Italiani ieri e oggi

Letteratura e Storia repubblicana
di Michele Rossi – 2012, 291 pagine.

Quali sono stati i principali eventi politici, sociali e culturali che hanno caratterizzato e plasmato gli italiani dal dopoguerra a oggi? Quanto e come sono mutati l’immaginario e i desideri, il modo di vivere il presente e progettare il futuro, dei nostri concittadini in questi ultimi settant’anni? Quali rappresentazioni dello Stato, dei partiti politici e del cittadino repubblicano offre la prosa letteraria contemporanea? Il libro si propone di rispondere a questi interrogativi e di ripercorrere il recente e faticoso cammino degli italiani a partire dalla testimonianza della letteratura, con la sua straordinaria capacità evocativa e con il suo libero spirito critico svincolato da immediati calcoli di opportunità politica. L’autore analizza compiutamente quelli che definisce “romanzi decennio” (Carlo Levi, Volponi, Pasolini, Sciascia, Tondelli, Nove, Saviano, Siti), per la straordinaria facoltà di fotografare e dar forma nel corso del tempo ai passaggi chiave della storia repubblicana, e alle mutazioni individuali e collettive in questa storia. Nel ricercare il dialogo tra narrativa, storia e identità nazionale l’autore si è affidato a generi di confine, a un’idea di letteratura “impura”, in bilico tra racconto e diario, reportage e prosa civile, critica letteraria e autobiografia, provocazione e invettiva. La letteratura, che ha per missione la distruzione dei luoghi comuni, è l’ultima occasione rimasta per comprendere, contro ogni tentativo di deviare il nostro percorso nazionale, l’attuale deriva politica, sociale e culturale, e suscitare una riflessione con il sigillo dell’autenticità, solo pungolo e sprone per proseguire nella comune avventura unitaria.

Michele Rossi, due lauree in giurisprudenza e in lettere moderne, un conto in sospeso con la sua attività di giurista e una specializzazione sui problemi e metodi della ricerca storica, è dottore di ricerca in Italianistica nella facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze. Si occupa prevalentemente di autori e temi della letteratura italiana e della cultura contemporanea. Tra le sue pubblicazioni: Primavera hitleriana. Il diavolo sull’Arno.
9 maggio 1938 (2009); Alfredo Panzini. Il demone della modernità e il talismano dell’idillica classicità, (2010); «Produci, consuma, crepa». L’ultima avanguardia: i CCCP Fedeli alla Linea (2010). Nel 2012 ha pubblicato Una sola moltitudine. Saggio sull’identità italiana (2012), in cui esamina gli elementi costitutivi dell’identità italiana e conduce una riflessione sui principali nuclei identitari che hanno preso forma nel corso della storia millenaria del nostro Paese.

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